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     CRONACA DI UNA CROCIERA ALL'ISOLA CHE NON C'E'
    Cronaca di una crociera all'isola che non c'e'
    Inviato da stefano 02/10/2006

    Index

    » Cronaca di una croc...

    7.00 Mestre, pronti alla partenza… primo imprevisto come sempre i figli si ammalano.
    Elena ha la febbre e dopo un rapido consulto rimane dai nonni. Peccato.


    Salpiamo alle 14, metto la prima e via verso Carole dove ci aspetta la flottiglia. Siamo in ritardo, accelero e… mi perdo l’uscita dell’autostrada e mi ritrovo a Lignano.
    Non male, si fa un 180 e si ritorna indietro.
    Arriviamo a Carole alle 16, dopo un concitato scambio di telefonate del tipo la barca è di qua e l’equipaggio di là, finalmente l’imbrocco e arrivo alla darsena e…. cerco naturalmente x-yachts 486.


    Gira e rigira cerco una barca bella grossa e…. caspita trovo il capo flottiglia che mi indica un x-yachts ormeggiato in andana, vedo la poppa, l’albero sembra piccolo, più mi avvicino più aumenta la delusione… mi spettavo un barcone e… mancano 3 metri.

    E’ un x–yachts 382 che batte bandiera francese.
    Non a caso appena vista la bandiera francese, più di qualcuno ha sbottato: campioni del mondoooooooooooooooooooooooooooooo!!!, pooo, popopoooo, popo,pooooooooooo.


    Peccato, ma dicono che è veloce.
    Vedremo!
    Tutt’attorno è un girotondo di equipaggi intenti ad imbarcare bagaglio e cambusa.. come al solito ci distinguiamo subito: salta all’occhio che la nostra cambusa sembra sovradimensionata come del resto le bottiglie di vino che sono rigorosamente bocce da 5 litri cadauna.
    Sono le 19, aspettiamo un ritardatario che ha avuto dei problemi, si brontola un po’, quindi per ingannare l’attesa abbiamo trasformato la banchina del marina in un grande buffèt  all’aperto con grande soddisfazione degli equipaggi e delle zanzare.
    Vedere al tramonto 57 persone che sgranocchiano e bevono prese dalla frenesia dell’imminente imbarco è uno spasso soprattutto per i vicini di barca.
    Non male come inizio ci siamo fumati un quarto delle bibite ( soprattutto birre ) e abbiamo finito le patatine… naaaaaa, di solito si festeggia alla fine della crociera.
    Ci si presenta, ci si ritrova con vecchi amici e…. caspita quattro del Circolo Casanova e due della Canottieri Mestre.
    Colgo l’occasione ladra e isso a riva i guidoni sociali del Casanova e della Canottieri Mestre ( quelli che erano rimasti nel mio cassetto con le macchie di sale della crociera precedente  , si intona un improvvisato alziamo il bicchier, facciamo cin cin brindiam, brindiam, brindiam, tutto il mondo fa cin cin sollevando il bicchiere di vin, CIN CIN….. i membri degli altri equipaggi al momento non capiscono, ma alla fine applaudono.
    Si aspetta il ritardatario e questo offre l’occasione per fare le prime amicizie.
    Tante donne ma niente brasiliane…sing.
    Tante belle persone, tanto professionali quanto simpatiche.
    Gli inesperti li sgammi subito da come imbarcano, questi appena a bordo dopo aver dribblato le draglie cercavano disperatamente di stabilizzarsi attaccandosi al boma, il quale essendo inevitabilmente in posizione di riposo non dava l’aspettato sostegno all’ignaro neo patentato, il quale con una flemma da skipper navigato rimaneva attaccato al boma penzolando da una banda all’altra.
    Dopo aver controllato l’involontario penzolare, si accomodavano frettolosamente in pozzetto accendendosi nervosamente una sigaretta,  e con un occhio all’albero e l’altro in banchina per vedere se erano stati visti, fanno finta di sistemarsi le spighette o guardano la suola delle scarpe ( come se la colpa fosse loro )…..
    Questo è capitato al sottoscritto la prima volta che è salito sui barconi d’altura, e vedere altri che ripercorrono le tue disavventure,  ti fa riflettere su quanta strada hai percorso e quanta esperienza hai accumulato, ma soprattutto ti fanno riflettere su quanta devi ancora farne.




    A bordo non si ha mai finito di imparare.
    8.00 salpano da Carole l’ammiraglia Bavaria 42 match ( Capo famiglia ), due bavaria 38 match, un bavaria 37 e un 36, un salona 40 e il nostro x- yachts 382.
    Ormai è buio, lasciamo le dighe di Carole per Cittanova, prua al vento, su randa, genoa fuori…. Tacciono i motori.
    Un bel sciroccetto di 6 nodi ci accarezza il volto, e ci accompagna durate il tragitto.
    Prevedibile….. il capo famiglia via vhf ci invita preferibilmente  a disporci in fila, ma…. Seppure in notturna,  scatta la frenesia della regata, ognuno cerca di guadagnare al vento rispetto agli altri… mah….  10 minuti prima eravamo tutti amici e ora sono tutti avversari.
    Siamo alle solite.
    Addirittura il capofamiglia decide di fare rotta su Umago per sfruttare la termica e trovare più vento.
    Dal traverso si orza e…. caspita come và questo X,  5.2… nodi di media con punte di 6.2.
    Da ultimi risaliamo la flotta, prima si passa il 36, beh una passeggiata, da sottovento passiamo i due 37 e il salona, ma… il 38 match, l’elan 40 e il bavaria 42 sono ossi duri.
    Si cena a base di affettati e formaggi innaffiati dalla bozza di 5 litri, non bevo,  devo rilevare lo skipper dalle 00.00 alle 04.00.
    Tutto l’equipaggio in pozzetto, si beve un goccio, si parla ci si conosce, si guarda la bella stellata, ci sono delle stelle cadenti, il tutto accompagnato dallo sciabordio del mare sulla carena e dal cigolio delle drizze spi in riposo.
    Una notte magica accarezzata dal vento che piano piano prende corpo e rinforza sui 12, 14 nodi.
    Rilevo lo skipper al timone il quale si siede accovacciato in pozzetto sulla panca….
    Sabrina ed io vicini alla ruota sotto le stelle, eravamo tanto romantici che ci hanno affibbiato il nomignolo di CIP & CIOP (ciop sono io, quello più grosso ).
    Vanno tutti in branda e lascio la ruota alla Sabri, la quale presa la mano con la ruota e la bussola governa sicura.
    Via vhf scambio di saluti, si naviga dietro ai big.
    Le luci della costa scompaiono a poppa, siamo ormai a 10 miglia, stelle, onde, vento.
    Luci di via accese, ci richiamano perché abbiamo la bianca in tesa d’albero accesa, giustifico il fatto barando, dico che se la spengo stranamente si spegne anche la strumentazione ( ma a me serve la luce per vedere il segnavento ).
    Caspita anche stavolta mi ha acchiappato la Faneccovite acuta ( quella voglia misurarsi e di stare davanti ).
    Siamo di bolina larga a 5 .4 nodi, non male guadagniamo sui primi.
    Il vento rifiuta, sente la termica… iniziano i primi bordeggi.
    Agli incroci guadagno ancora, passo sottovento l’Elan 40, ma il 38 match è là davanti con il bavaria 42.
    Attorno alle 02.00 ci troviamo a una decina di miglia da Umago, il capo famiglia impartisce una nuova rotta per Cittanova.
    Vento in muso, grazie al cambio rotta guadagno e passo sul 38 match, ma il 42 rimane davanti, orzo a mille e confido nelle capacità boliniere dell’X.
    La barca non smentisce le voci di banchina, gli x hanno una marcia in più.
    Sotto Cittanova siamo davanti, e di un bel po’.
    Mi rilasso e dalla contentezza scatta lo scherzo, chiedo alla Sabri di fare il punto, gli passo le coordinate del gps per riportarle sulla carta, ok siamo in rotta per Cittanova.
    Sabri sale in coperta e…. gli chiedo se devo passare a dritta o sinistra di una isola di prua a 2 miglia, lei invece di consultare la carta chiama via vhf il capo famiglia per chiedere informazioni….
    Questo risponde ma dove siete???
    Da sotto coperta lo scafato skipper sbotta:” ma non ghè xè isoe qua”… e poi si sente russare.
    La sabri si agita, io infierisco e gli mostro l’isola che non c’è sul plotter ( era una batimetrica di colore scuro ), anzi sono due le isole.
    Scruto a prua e gli mostro la costa e indico una zona buia e desolata, dal gioco di luci di Cittanova e dal continuo lampeggiare del fari e segnali delle secche mando in tilt la Sabrina, la quale poco esperta chiama via vhf il capofamiglia il quale ribadisce quanto detto dallo skipper: non ci sono isoleeeeeeeee.
    Faccio finta di niente e guardo la bussola, appena risale per distrarla mi invento una virata, la distraggo quanto basta.
    Ma non è stupida, associa il fatto che spesso faccio scherzi e finalmente consulta la carta…..
    Da sottocoperta sale prima un mugugno, poi si trasforma in brontolio e poi sento una parolaccia da portuale.
    Sale in coperta, con un broncio tale che sembrava più scura della notte, sbotta: molla  la ruota faccio io!
    pareva, forse, ah il plotter…. Non la beve e mi manda a quel paese.
    Silenzio di tomba, sdrammatizzo dicendogli: ma lo sai che da arrabbiata governi meglio…. Mi becco una pedata secca sullo stinco… ahiaaaa.
    Sembriamo proprio cip & ciop.
    Sono le 04.00 cambio di guardia, infreddoliti e assonnati andiamo in branda, prendiamo sonno accompagnati dallo sciabordio…
    07.00 le continue virate ci svegliano, salgo in coperta il capo famiglia si è perso una barca, il bavaria 36 non risponde, ( poi scopriremo che avevano scaricato le batterie di servizio ).
    Poco male alle 08.00 ristabiliamo il contatto, bene procediamo per Rovigno per i documenti di entrata.

     


    Alle 10.00 tutti ormeggiati in banchina, passeggiata per la città, il nostro skipper a sorpresa torna con una borsetta rigorosamente trasparente colma di scampi appena pescati, inizia la sfilata sul molo davanti agli equipaggi delle altre imbarcazioni, della serie “oggi solo noi mangiamo scampi”.
    Alle 12.00 lasciamo gli ormeggi si improvvisa una regata, linea di partenza come boa il faro di Rovino e come barca comitato una barchetta a remi con un pescatore a bordo, boa di arrivo un segnale davanti ad Orsera.
    Al timone lo skipper Sandro, un uomo a prua, due al Genova, la Sabri ed io alla randa.
    Grazie alla pubblicità della Sabri, mi nominano tattico.
    Bene sulla linea il buono lo abbiamo in barca comitato, non vi dico l’espressione del pescatore ( sulla barca comitato ) il quale ai meno 1 minuto ha vissuto l’arrembaggio di 7 barconi d’altura.
    Non capivo il croato, ma più che un richiamo da parte del pescatore per partenza anticipata mi pareva che avesse esaurito tutte il repertorio di maledizioni e parolacce croate…..
    Partiti….
    E noi siamo ultimi.
    Ma abbiamo un x – yachts.
    Vento teso di scirocco 18 nodi, la barca cammina, al primo incrocio ci fumiamo il 36 e il bavaria 37, viriamo mure a sinistra, risaliamo al vento, faccio cazzare vang e paterazzo si stringe ancora, trasto sopravvento, questo x và da favola.
    All’incrocio viriamo in prua al 37 e lo portiamo all’orza.

    Bene ne mancano 3, il salona, il match 38 e il 42.
    Altri due bordi e passiamo al vento il salona, altre 5 lunghezze e ci ingaggiamo con il 38 match.
    Puntiamo al piatto grosso, l’obbiettivo è passare il 42, dove è l’avversario di sempre “IGOR”.
    Non sono al timone e soffro, pazienza.
    Puntare il 42 ci fa commettere l’errore di non marcare il 38 match che allunga sottovento.
    Quando ci accorgiamo del fattaccio è troppo tardi, una virata troppo azzardata ferma la barca con la prua al vento, accidentaccio ( per ogni sillaba una parolaccia ), ripartiamo e tentiamo il tutto per tutto, tiriamo il bordo della morte o la và o la spacca.
    Siamo là, a due lunghezze dal 38 match, terzi all’arrivo, no secondi perché il 42 faceva da barca giuria.
    Accidenti, ciò nonostante si stappa e si festeggia intonando il classico e ormai conosciuto facciamo cin cin……
    Prua ad Orsera, si ormeggia nel marina in un luogo lontano dai servizi, ma vicinissimo ai ristoranti
    del paese.
    Dopo l’odore penetrante del mare, le nostre narici vengono assediate da incantevoli aromi di aglio, cipolla e pesce alla grigia…..
    Siamo a terra!!!


    Pranziamo alle 15.00, pasta al tonno e…… scampi crudi, i quali ben disposti in coperta facevano bella mostra e attiravano l’invidia degli altri equipaggi e dei passanti.
    In certe circostanze l’essere dalla parte giusta…  cioè,  su un bel X – yachts ormeggiato in un bel porto con una fila di piatti in coperta colmi di scampi crudi ben curati e marinati, con accanto del malvasia e pinot ghiacciato, ti fa sentire MOLTO  invidiato e…. credetemi,  è proprio una gran bella soddisfazione per chi come me spesso dall’altra parte.
    Si gira per il porticciolo, si visitano i luoghi, peccato che a differenza degli altri non sono andato a chiese o a panorami ma a ristoranti per capire quale fosse il migliore.
    Alla sera il nostro Igor, capofamiglia nonché organizzatore della crociera ha trovato un ristorantino a ridosso degli ormeggi ( si è rilevato in seguito comodissimo per chi ha alzato un po’ troppo il gomito ), ristorantino niente male prenotato quasi in esclusiva per noi visto il numero degli equipaggi.
    Cozze alla marinara accompagnate da patate lessate in erbette, hanno aperto le danze in un tripudio del mare: scampi, orate e calamari arrosto di una squisitezza difficile da


    trovare.
    Il vino,  anche se non all’altezza dei buoni  piatti scorreva a fiumi,  sui tavoli e soprattutto nelle gole dei marinai tanto da sorprendere il proprietario il quale incrociandolo andando al bagno con un sorriso triste in mezzo triestino mi dice: però quanto bevete.
    Il fatto della sua tristezza era dovuto forse al fatto che avevamo concordato il menù a prezzo fisso bibite comprese… e dovevano arrivare ancora le grappe.
    Alla fine l’ottimo malvasia, il prosec con il dolce cukerancici, le grappe bisca e komovica e soprattutto il loro elevato dosaggio hanno avuto ragione degli equipaggi, i quali si sono defilati a brodo delle loro imbarcazioni.
    Solo un equipaggio ha tenuto “botta”, il nostro, che con indomito sprezzo del pericolo di sbronzarsi ha intonato il famigerato inno ” alziamo il bicchier facciamo cin cin,  beviam beviam beviam…..” è giù a dar fondo a una bottiglia di grappa Bassanina.
    Non l’abbiamo bevuta tutta noi, ma i disperati equipaggi delle barche ormeggiate a fianco, i quali costretti all’insonnia dalle 40 canzonette veneziane non hanno avuto altra scelta che aggregarsi alla bevuta.
    Tutti a nanna domani si salpa alle 7.30.
    Ore 7.00 ci si sveglia al motto “ la notte da leoni e di giorno da….”, con un cerchio alla testa dovuto non tanto dalla quantità ma dalla qualità del vino ( quante volte abbiamo sentito questa giustificazione ).
    Lasciamo gli ormeggi per ultimi, rotta per Rovigno per le pratiche d’uscita.
    Manovriamo per ormeggiare, sono al timone, accosto alla banchina, ventone al traverso, mi infilo di prua sopravvento, lo skipper all’ultimo consiglia di ormeggiare di poppa, lo prendo in parola scontro la ruota e giù di motore, viro in prossimità di un gavitello in una manovra a dir poco azzardata tanto da creare panico in banchina, mai visto tanti collaboratori a terra che sbraitavano consigli contrastanti: ferma, no… dai motore, fai avanti,  no dai indietro,  porta la barra a dritta no a sinistra……
    Sfrutto l’effetto evolutivo dell’elica, sfioro il gavitello a prua, il rimorchiatore alla sinistra e in retro a suon di colpetti di motore allineo la barca alla banchina che con dolcezza accosta portata dal vento sui soffici parabordi.
    Beh soddisfatto della manovra, ingrasso dalla soddisfazione  dei complimenti degli altri equipaggi… naaa tutta fortuna.
    E’ quando ti và male che ti attacchi al mondo: ma il vento, la corrente, ma l’elica non ha preso, il sacchetto di nailon sul timone e l’equipaggio e la secca che……. non è mai finita.
    A terra ultimi preparativi e ultimi saluti per gli equipaggi che prenderanno rotta per Grado e Venezia.
    Ore 09.00 Salpa il bavaria 36 per avvantaggiarsi.
    Ore 10.00,  Rotta 305°per Carole.


    Salpiamo per primi sotto uno scirocco niente male, navighiamo alla chioggiotta ( solo Genova ), vediamo tutti gli altri che seguono a ruota, vento in prua alziamo la randa.
    Al giardinetto navighiamo alla grande…. Qualche breve corsa sull’onda a 7 nodi, non male.
    Gli altri si avvicinano, il 38 match issa l’assimetrico…. Ed io poggio.
    Vediamo dopo…..
    A prua si intravede una vela, che sia il 36 che è partito prima.. lo raggiungiamo e convinti che fossero i nostri amici gli passiamo sopravvento intonando il nostro inno “ alziamo il bicchier….”, caspita vedo la bandiera a poppa sono austriaci, i quali sconvolti dal nostro inneggiare salgono tutti in coperta per salutarci.
    Avranno pensato caspita ma che cordiali questi francesi che ci salutano in italiano, eh si,  la barca batteva bandiera francese.
    10 miglia da Carole, il bavaria 42 e l’elan 40 si fanno sotto, sono al timone e come vedo che cercano di passarmi sopravvento orzo.
    Si innesca un balletto di orzate e poggiate impercettibili, alla fine mi sono in poppa e li costringo a passare sottovento, orzo li svento ma non c’è storia pian piano sfilano sottovento, ci raggiunge  anche il bavaria 38 match.
    Il vento diminuisce e la tela fa la differenza, soffro in silenzio e… se la tattica m’è andata male provo con la strategia, allargo il bordo sottovento tanto che il capo famiglia mi chiama via vhf pensando che sia fuori rotta… la cosa è voluta, gli rispondiamo ok roger e proseguiamo alla poggia,abbiamo il 38 match al traverso sopravvento, poggio ancora, stringo i denti, arrivo quasi al traverso dei primi.
    Inizio ad orzare pian piano, e punto all’entrata di Carole,lo skipper annusa le mie intenzioni e mi rileva al timone… accidentaccio proprio adesso che veniva il bello.
    Orziamo sempre di più, 2.8, 3.2, 4.5 nodi, ci siamo,  si guadagna da sottovento, passiamo alla grande il 38 match che come al solito viene salutato dal nostro brindisi, ci avviciniamo alle altre due.
    Dopo 38 miglia siamo arrivati a due lunghezze del bavaria 42 match condotto nientemeno da Igor da uno che fa regate.
    Bella soddisfazione.
    Disarmiamo, e ci portiamo all’ormeggio.
    Sbarchiamo i bagagli e la cambusa avanzata, risconvolgiamo gli equipaggi ( è avanzata tanta di quella roba ).
    Partono i saluti, baci e abbracci nel salutare tante persone sconosciute che nel giro di tre giorni sono diventate dei veri amici.
    Carico l’auto, ultimi saluti.
    La Sabrina mi ricorda i guidoni issati sul paterazzo…. Caspita me ne ero dimenticato.
    Corro a bordo e li ammaino…. Dalla banchina un coro: “alziamo il  bicchier…”
    La crociera è terminata, parto per primo dal parcheggio, sbaglio strada e sono costretto a ritornare indietro, passo per il parcheggio dove trovo ancora tutti gli altri equipaggi… con la Sabrina un’ occhiata di intesa, abbassiamo velocemente il finestrino, rallento e a squarciagola intoniamo l’inno:
    ALZIAMO IL BICCHIER, FACCIAMO CIN CIN, BEVIAM, BEVIAM,BEVIAM, TUTTO IL MONDO FA’ CIN CIN, SOLLEVANDO IL BICCHERE DI VIN, CIN CIN!!!



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