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» Un sistema semplice...
Un metodo semplice semplice per determinare la tensione ottimale dei vari cavi del sartiame.
Perché tenere i cavi in tensione ?
Perché la geometria dell'albero si modifica meno quindi lavora meglio, le sollecitazioni sui cavi ed i terminali sono assorbite molto meglio, i fenomeni di fatica si riducono notevolmente, ecc.
I cavi non devono essere nuovi, perché in un cavo nuovo sottoposto per la prima volta a tensione si verifica un allungamento iniziale permanente, dovuto al fatto che i vari trefoli si sistemano l'uno accanto all'altro; tale allungamento è in genere inferiore allo 0.1%, ma conviene comunque eliminarlo facendo una o due uscite un po' sportive. ( non occorre scuffiare...) !
Una volta assestato, il cavo si allungherà e riprenderà normalmente la sua dimensione originale fin quando le sollecitazioni saranno mantenute entri i limiti elastici.
Dopo aver verificato che l'albero sia ben verticale (per esempio portando una drizza su due punti simmetrici a destra e sinistra dell'albero), mettere appena in tiro tutto il sartiame, aggiustandolo appena appena teso in modo che scompaia solo il lasco dei cavi, non di più; controllare che guardando su dalla canaletta l'albero sia diritto.
In seguito si sfrutta una semplice proprietà dei cavi 1x19:
sottoposti ad una tensione pari al 10% del carico di rottura, tali cavi si allungano dello 0.1% (rimanendo nella zona elastica chiaramente). Ciò permette, indipendentemente dal diametro del cavo e dal suo carico di rottura, di valutarne la tensione.
che significa tutto ciò ?
Su una lunghezza di cavo di 2m, l'allungamento del cavo sottoposto a tensione pari al 10% del carico di rottura sarà di 2 millimetri. Per un cavo da 4mm o uno da 10mm, diametro qualsiasi.
Prendere un metro metallico e fissarne con dello scotch un'estremità alla sartia alta, a circa 2.5m di altezza; allungarlo verso il basso e segnare il cavo in corrispondenza della misura di 2 metri (letta sul metro, che quindi pende parallelo al cavo).
Si può quindi cominciare a tesare con gli arridatoi, un po' la sartia alta di destra, un po' la sartia alta di sinistra, alternativamente e in egual misura, fino a quando il segno sulla sartia non arriva in corrispondenza di 2.003 m letti sul metro metallico. La sartia si sarà allungata di 3mm, corrispondenti ad una tensione del 15% del carico di rottura.
Basta misurare il comportamento di una sola sartia, la simmetrica dall'altro lato si sarà tesa nello stesso modo.
In seguito, se si ha una sola sartia bassa, si ripete la stessa procedura fermandosi però a 2mm di allungamento (10% del carico di rottura); se ce ne fossero due si può mettere leggermente di più in tensione quello di prua, per flettere appena l'albero.
In un albero a due crocette, si possono tendere le sartie alte al 15%, quelle intermedie al 13% e le basse al 10%.
Per lo strallo di prua e di poppa, le regolazioni delle vele contribuiscono notevolmente, ma come punto di partenza si può tendere al 15-15%.
Naturalmente ciò è valido per sartiame continuo (nel senso che non si interrompe alle crocette) in 1x19 standard (quindi non tondino né dyform), e alberi armati in testa con crocette perpendicolari all'asse longitudinale dello scafo.
articolo di rob
www.velarossa.it
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