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ALPA 550 e La storia di un cantiere.
L’ Alpa ovvero Azienda Lavorazioni Plastiche e Affini è stata fondata da Danilo Cattadori il 6 giugno 1956 alla Camera di Commercio di Cremona. Danilo Cattadori ha sempre avuto una gran passione per le barche, tanto che da giovane era felice proprietario di una barca di legno e di una in lamiera che teneva lungo il fiume dietro casa sua. Cattadori è cresciuto con una profonda mentalità industriale (essendo i suoi genitori proprietari di un mulino), alimentata da una gran genialità e da un’ ottima operosità; tutte queste qualità sono conservate intatte ancor oggi.

Le sue capacità e la sua personalità gli hanno permesso di iniziare subito l’ attività di imprenditore, appena terminati gli studi all’ Università Bocconi di Milano. La sua prima creatura fu un Flyling Duchtman costruito in vetroresina, che venne presentato alla Fiera di Milano. Ebbe inizio così la lavorazione della vetroresina in Italia, da qui, appunto, il nome Alpa. La vetroresina era però un materiale nuovo, completamente sconosciuto, specialmente al R.I.NA., che chiese a Cattadori tutte le prove a trazione sul materiale, per riconoscerne l’ idoneità per il campo navale. Superato quest’inconveniente, inizia una produzione di derive che non andrà mai più ad esaurirsi e questo materiale inizia a diffondersi sempre maggiormente. Nel 1960, a Napoli, nelle gare olimpiche, su venti F.D. partecipanti, undici sono prodotti dall’ Alpa. Le soddisfazioni non tardano ad arrivare e l’ estro di Cattadori inventa la poppa aperta. Una rivoluzione a quei tempi che si è trasformato nel successo dell’ Alpa S, e per questa sua invenzione, Cattadori, vincerà il "compasso d’ oro". La qualità del cantiere si vede nelle grandi, ma, anche, nelle piccole cose come gli alberi in alluminio, l’ adozione della ralinga, l’ ideazione dell’ invasatura a sei punti d’ appoggio e non più per tutta la lunghezza della carena.
Fino al ‘75 l’ azienda continua a lavorare, ma i debiti per l’ acquisto dei nuovi macchinari e il continuo crescere delle spese generali costrinsero a mettere in cassa integrazione alcuni operai che si rivolsero ai sindacati; ci furono degli scioperi che bloccarono la produzione, i debiti continuarono a crescere e nel 1977 si dovette chiudere l’ azienda. Il curatore si occupò della vendita degli stampi e dei macchinari. Molti operai tornarono a lavorare nel campo dell’ agricoltura, altri aprirono nella zona piccoli cantieri che esistono tutt’ oggi, grazie agli insegnamenti appresi in cantiere. Nella sua attività l’ Alpa produsse circa 22.000 unità tra derive e cabinati.
Dopo il fallimento molti stampi, contenenti una stampata, finirono a Porcia (PN) dove furono stampati in paio di A9,50 e di A11,50.
Il "Cantiere Zuanelli" , (piccola e dinamica azienda nata dall'intuizione di Pietro Zuanelli e ora passata alla nuova generazione - i figli del fondatore, Mario e Francesca), rileva lo stampo del 550 e lo trasferisce a Padenghe sul Lago di Garda, e nasce lo Z18 la versione Zuanelli del 550 Alpa.
Recentemente (1990) il marchio Alpa è stato rilevato. Il cantiere, oggi, si occupa della costruzione di cabinati a motore cercando anche di rispettare la tradizione di questo nome. Purtroppo, per motivi di spazio, il proprietario è stato costretto a liberarsi dei progetti di tutte le imbarcazioni, molti dei quali erano già stati rovinati dal tempo. Il materiale disponibile è reperibile presso lo studio di Architettura Navale Zerbinati.
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